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T68 Prime impressioni

Non sempre è facile reperire subito gli ultimi modelli che escono sul mercato poiché le aziende produttrici, specialmente se hanno sede principale in Paesi esteri, come spesso accade, non possono metterci immediatamente a disposizione i loro ultimi terminali prima che questi escano sul mercato. Anche nel caso del nuovissimo Ericsson T68 è successo che fossero i negozianti - e i relativi, fortunati, clienti - ad avere il terminale in oggetto a loro disposizione per primi.

Ebbene se il T68 non va a GSMBOX è la stessa GSMBOX ad andare al T68 e, nella fattispecie, al nostro amico Peppe Verrengia di Global System Telecomunicazioni, un piccolo, ma fornito, negozio di Spilimbergo, in provincia di Pordenone, che ci ha gentilmente concesso una miniprova immediata del gioiello svedese, arrivato in settimana.

Già dall’apertura della confezione - sebbene la stessa non sia particolarmente ricca, ma questa è usanza diffusa tra i costruttori - ci si accorge di essere di fronte ad un apparecchio fuori dal comune, esteticamente impeccabile - anche se al colore lunar grey noi preferiamo il colore ziroccan gold, non ancora commercializzato - e dal display che, anche da spento, appare imponente. La confezione, di cui si è appena detto, non contiene che il telefono, la batteria, il caricabatteria e un sacchettino vellutato per riporre il T68 quando non in uso. Non proprio semplicissimo è stato rimuovere la batteria dal suo alloggiamento e rimuovere la SIM card, quando ve ne è stato bisogno, poiché le operazioni sono un po’ più laboriose di quanto accade, ad esempio, per il T39. Non sarà per dissuadere gli utenti dai continui cambiamenti di SIM card a seconda della convenienza dei vari gestori? Probabilmente questo è un quesito a cui non avremo mai risposta.

Una volta acceso è, ovviamente, il display a 256 colori a farla da padrone, con nome del gestore in alto al centro, l’ora in basso al centro e gli indicatori di campo (e GPRS) e carica della batteria rispettivamente in basso a sinistra e a destra, come accade sempre per il T39. In alto, a fianco dell’altoparlante, rispettivamente a destra e a sinistra dello stesso, i due led di stato e per la connettività Bluetooth (quest’ultimo di color blu elettrico). Sui lati del telefono, guardandolo frontalmente, a destra la porta IrDA e a sinistra il tasto per la regolazione del volume in conversazione e per varie informazioni (tra cui la “presunta” autonomia) sulla sinistra. Una peculiarità è la superficie posteriore della batteria che si presenta gommosa, per cui antiscivolo. In stand by il display, per limitare il consumo energetico, si spegne e appare a tutto schermo l’ora corrente in negativo, che ogni minuto cambia posizione.

Per quanto concerne i contenuti è questo il telefono più completo oggi sul mercato essendo un tribanda (900, 1800 e 1900 MHZ), GPRS (4 slot in downlink e 1 slot in uplink), Bluetooth e con, inoltre, tutte le dotazioni che si possano immaginare per un moderno GSM. Senza scendere in troppi particolari teorici, più e più volte elencati, all’atto della nostra miniprova l’audio in entrata e in uscita è risultato essere strepitoso, fin troppo alto tanto che abbiamo dovuto abbassare il volume in ricezione e che il volume con cui il microfono del telefono riceve la nostra voce risulta essere troppo elevato per chi ci ascolta. Provato il test del microfono, entrando nei menù nascosti del T68, abbiamo constatato che da una distanza di 30 cm. la nostra voce viene ricevuta perfettamente dal microfono: ecco perché a 5 cm. il volume di ricezione della medesima è troppo alto. Paradossalmente l’ipersensibilità del microfono è uno dei (pochi) nei del cellulare, assieme a quello concernente la difficoltà nel togliere batteria e SIM.

Tutto il resto, come detto, non è che la trasposizione del T39, con miglioramento del GPRS rispetto alle prime versioni del precedente modello, da noi testato. Il resto, nella sua pur ineccepibile completezza, è un bis in idem sostanziale di quello che fino ad oggi era modello di punta di casa Ericsson.

Molto veloce anche il software per l’accesso a rubrica, SMS e tutto il resto del ricco menù. Bellissima l’interfaccia dello stesso: a 9 icone colorate, accessibile tramite la pressione del tasto, di tipo joystick, centrale o spostandolo verso destra. La tastiera, del resto, non è molto diversa da quella del T39 ad eccezione, logicamente, del tasto joystick e di un tasto, posto sotto quello YES, che dà rapido accesso a: blocco tastiera, modalità silenziosa, ricezione (via IrDA o Bluetooth), stato e guida. Le 9 icone, sopra viste, si riferiscono a rubrica, messaggi, chiamate, svago e giochi, impostazioni, servizi WAP, organizer, connetti e scelte rapide. All’interno di questi sottomenù si trovano tutte quelle opzioni che un professionista esigente, o un grande appassionato, richiedono a un modello di fascia alta ove spiccano: rubrica da 510 contatti (con più voci per ognuno di essi); gestione vocale di numeri e profili; impostazioni del Wap, nell’ultima versione 1.2.1, (in CSD o GPRS); agenda con appuntamenti; selezione e modifica dei vari profili; calcolatrice; orologio, con sveglia; giochi e molto di più.

La batteria potrebbe essere punto debole di un congegno così sofisticato dati i dubbi relativi non tanto alla stessa ma all’elevato consumo del display a colori. Questa è di tipo ai polimeri di litio e ha una capacità di 700 mAh: logicamente non abbiamo potuto testarne l’efficienza in poche ore e ci riserviamo il giudizio in sede di prova definitiva. Aiuta, la limitazione del suo consumo, il fatto, descritto, dello spegnimento del display se l’apparecchio non è utilizzato.

In conclusione è un po’ presto per dare un giudizio definitivo su questo nuovo, affascinante, cellulare del costruttore scandinavo. Certo esteticamente, e per funzioni che si conoscono dalla carta, non lo si può che ritenere eccezionale e futuristico. L’uso quotidiano, lo scoprirne gradualmente anche i difetti, potranno rivelarne la vera essenza ma per il momento è innegabile la sua leadership nel mercato della telefonia mobile. Mai si è visto strumento più completo e dotato e, nonostante tali pregi, così piccolo e leggero. E’ logico che poi la cifra per poterlo avere oggi, 1.290.000 lire, non può non essere elevatissima per un “semplice” telefonino ma è altrettanto logico che per avere il meglio il prezzo da pagare è il più alto. A tutti i suoi pregi si aggiungano, per giustificarne il prezzo, il fatto di essere l’ultimissimo modello, molto fashion e che si può esibire in anteprima, quasi come fosse symbol di un “benessere tecnologico” che, peraltro, in molti hanno ormai raggiunto. Nostro malgrado abbiamo dovuto estrarre la SIM, in modo materialmente e affettivamente difficile, e restituire il terminale al legittimo proprietario in attesa di poterne avere uno tutto nostro quando anche il suo prezzo sarà a misura di “homus tecnologicus” sì, ma con budget più…umano.

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